Finisce 1-1 a San Siro, un risultato che lascia l’amaro in bocca al Milan e che fa sorridere la Juventus, che è riuscita a tornare a casa con un ottimo pareggio nelle semifinali di andata di Coppa Italia. I rossoneri avevano in mano la vittoria ma se la sono lasciata sfuggire, un po’ come è capitato anche al derby. E non sono mancate le polemiche, con l’arbitro Valeri che sostanzialmente ha attirato polemiche da una parte e dall’altra.

 

La moviola di Milan-Juve: non solo il rigore di Calabria, ecco gli episodi dubbi

Andiamo in ordine di tempo: al 8’ c’è l’intervento di Bennacer su Ramsey in area, il gallese accentua e protesta ma il contatto sembra troppo lieve, quindi giusto lasciar correre. Ci stava il giallo per il colpo di Ibra a de Ligt, mentre per quello a Theo Hernandez il discorso è più complicato: tutto parte da una punizione assegnata al Milan che invece era da dare alla Juve, sugli sviluppi Dybala spinge platealmente Bennacer (era fallo) e recupera palla, alla fine arriva Theo (già diffidato) che stende l’argentino e si prende il meritato giallo. Minuto 43: occhio a Kessié, che al limite dell’area allarga il braccio su Cuadrado. L’ivoriano rischia, il VAR lascia correre. 

Secondo tempo: Valeri ferma la corsa di Rebic verso l’area avversaria ravvisando un fallo di mano rossonero che in realtà era di Ramsey, un pastrocchio che costa un’azione pericolosa ai rossoneri. Minuto 63, Rebic in area stende Cuadrado con una manata: ci poteva stare il rigore per la Juventus. Al 70’ ammonito l’altro diffidato Castillejo: la sua protesta è fin troppo plateale per non meritare il giallo, però va detto che il fallo che gli è stato fischiato non c’era. Nulla da dire invece sulla seconda ammonizione a Theo.

Infine, il rigore di Calabria: Valeri lascia correre, poi va a rivedere l’azione al VAR e indica il dischetto. Il braccio del giocatore è largo, sì, ma c’è un precedente: Rizzoli aveva già avuto modo di spiegare in un altro episodio che in quei casi in rigore non andrebbe concesso. Ecco le sue parole, che fanno riferimento al match tra Cagliari e Brescia: “Il braccio di Cerri a 45 gradi è potenzialmente punibile, ma per le nostre disposizioni non è rigore: bisogna dare priorità alla dinamica dell’azione con il giocatore di spalle rispetto al criterio geometrico del braccio largo. Quindi si tratta di un errore: il rigore non c’era, fa parte del processo di cambiamento delle regole”. Valeri, però, ha deciso di adottare un metro diverso. E alla fine ha scontentato tutti.