In Premier League è polemica feroce tra Governo e calciatori: in Inghilterra gli stipendi sono al top, in media ogni giocatore percepisce 3 milioni di euro. La miccia l’ha accesa il Ministro della Salute, che ha chiesto ai calciatori di fare la loro parte nell’emergenza Coronavirus. Fino a qui tutto normale: i calciatori vorrebbero donare i propri stipendi proprio al personale sanitario o al Ministero per aiutare concretamente. E si è accesa subito la polemica.

 

Taglio stipendi, in Premier che succede?

La Premier League non la pensa così. La Federazione sta cercando prima di tutto di limitare i danni per i club inglesi che potrebbero subire un forte contraccolpo a bilancio dall’emergenza. La Premier League ha chiesto ai giocatori di considerare un taglio salariale temporaneo del 30%. I negoziati tra la Lega, i suoi 20 club, i rappresentanti dei giocatori e il sindacato dei giocatori, la Professional Footballer’s Association, sono ancora in corso. Da una settimana il dibattito è molto acceso, e non accenna a placarsi.

 

Individualmente il movimento non è mancato: la Premier League ha donato 20 milioni di sterline, Henderson del Liverpool ha fatto partire una sottoscrizione tra calciatori, altri, tra cui Rashford, stanno donando immagine e diritti per cause benefiche o raccogliere fondi. Anche il Ministro della Cultura ha chiesto ai calciatori di sostenere lo sforzo del paese il più possibile, in qualunque modo. 

 

Premier League, è polemica sul taglio stipendi

Nel frattempo però l’opinione pubblica si è indignata: tra i club più ricchi d’Inghilterra, Liverpool e Tottenham hanno messo in cassa integrazione i dipendenti, chiedendo di fatto ai contribuenti di coprire i salari del personale licenziato. Un problema dei club, e la pressione politica invece cresce sui calciatori. La Premier ha un posto speciale nella società e nell’economia inglese. Nonostante abbiano sicuramente destato scandalo, i club di calcio potrebbero subire danni ingenti se la stagione non dovesse proseguire. 

 

Le emittenti potrebbero chiedere la restituzione di £ 750 milioni in caso di stop al campionato. La cifra, per inciso, che i club stanno richiedendo ai giocatori: che, dal canto loro, vorrebbero destinarla invece per un aiuto immediato dove serve. Una bagarre che non sembra destinata a concludersi senza danni per l’immagine della Premier League.